PALMI

Sotterranea 

le grotte di Pignarelle o Macello

Agosto 2006

 

Grotte di Pignarelle o Macello

Esattamente sotto la cittadina di Palmi in località  Macello-Pignarelle, esiste un grandioso insediamento rupestre di impronta monastica Bizantina. Le grotte erano ben note in passato a tanti palmesi soltanto perché si erano rifugiati durante i bombardamenti aereonavali degli anglo-americani dell’ultimo conflitto mondiale, senza intuirne però l’origine e l’importanza della loro presenza.

L’individuazione delle grotte non è facile per chi si avventura per la prima volta da solo, soprattutto perchè sono collocate in un costone di roccia e celate alla vista da una fitta vegetazione naturale, oltre che bisogna attraversare uliveti di proprietà privata. Si raggiungono attraversando precari sentieri tracciati cosiddette “armacie”, ormai ovunque franate, per ottenere terreno coltivabile anche dagli impervi pendii. Dai sentieri si può scorgere  l’immenso bacino di mare che si estende dallo Stretto di Messina fino a Capo Vaticano. Il sito è composto da una serie di grotte scavate dai monaci nell’arenaria su diversi livelli e tutte con l’ingresso orientato a Nord.

 La cavità è formata da un solo vano con un’ampia apertura dalla quale si dipartono alcuni cunicoli che penetrano per diversi metri nell’interno. La seconda grotta è profonda circa 17 metri e termina in un’Abside. E’ contrassegnata anch’essa da una piccola croce scolpita sull’arco della roccia della volta che guarda l’esterno e, quasi certamente, potrebbe essere stata la dimora del capo della comunità: l’Egumeno.

A circa 50 metri dall’ingresso della grotta, i corridoi laterali vanno a confluire in quello centrale formando un incrocio che assume l’aspetto di una vera e propria croce alla greca. La parete dove finisce la Basilica si presenta a forma ellittica, sicuramente l’Abside, che evidentemente serviva ai monaci per appendere Crocefissi e Icone. In quasi tutte le pareti dell’imponente grotta e sul suolo, sono ben evidenti ed in gran numero, gradini, nicchie, portalampade e giacigli che fanno intuire che la Basilica abbia ospitato una comunità molto numerosa di monaci essendo la stessa utilizzata come chiesa ed abitazione. L’ingresso della grotta si presenta molto ampio ed è ostruito da grossi massi caduti dalla zona sovrastante e da numerosi arbusti che rendono molto difficile l’entrata.

La presenza monastica è storicamente comprensibile perchè i monaci orientali dell’ordine di San Basilio della Siria e della Cappadocia trovarono prima in Sicilia e poi in Calabria, quelle stesse condizioni religiose ed ambientali che avevano lasciato nella loro Patria.
 La loro vita cenobitica era ispirata alle regole dettate da San Basilio fondate sulla povertà, l’obbedienza all’Egumeno, la preghiera in comune ed il lavoro manuale. Le regole variavano da una comunità all’altra secondo le prescrizioni impartite e fatte osservare dall’Egumeno, che aveva anche il potere di scegliere il suo successore tra i monaci più degni della comunità.
Il complesso monastico rupestre di “Pignarelle o Macello”, quasi completamente conservato nella sua struttura architettonica originaria nonostante i numerosi crolli ed i vandalismi subiti nei secoli, è senza alcun dubbio unico nel suo genere.
Il sito, a mio avviso potrebbe essere uno dei tanti percorsi turistici che Palmi potrebbe rilanciare.

 

 

Alle Grotte di Trachina

 

 

L Grotta di Trachina

Grotta di tipo carsico soggetta ad erosione marina, si trova a 95 metri circa sul livello del mare. E’ stata più volte danneggiata nel tempo da continue frane, che ne hanno sconvolto l’originaria tipologia. Nel sito esistono due ambienti separati da una conformazione rocciosa naturale di ampie dimensioni. Sono stati diversi gli scavi già nel 1991 dalla Sovrintendenza Archeologica della Calabria, a seguire fino al 1995.

Sono stati fattio svariati rinvenimenti, resti di animali roditori, bue,maiali, ovicaprini, conigli, galli.

Nei vari livelli di scavo sono rinvenute ceramiche di uso quotidiano di produzione seminarese che fanno pensare la frequentazione umana della grotta fin dal medioevo.

Molte ossa rinvenute, soprattutto di maiali, fanno pensare a dei riti di culto alla Dea Demetra, inoltre, è stato rinvenuto il guscio di una tartaruga, anche questo legato probabilmente a qualche culto della terra.

 

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