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San Rocco Palmi 16 Agosto
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San Rocco di Montpellier (1350-1380), dopo la morte dei ricchi genitori decise di lasciare ogni cosa per farsi mendicante e pellegrino. Giunge a Roma, dove si prodiga nella cura dei malati di peste, poi torna in Francia dove viene arrestato perche' vagabondo e muore santamente in carcere; e' invocato contro le epidemie ed e' considerato protettore degli invalidi. A Palmi, la devozione verso il Santo risale al '600, quando gli venne costruita una chiesa. Nel giorno della festa, molti devoti si recano in chiesa e donano ex voto di cera che ricordano la guarigione di una parte del corpo; poi la statua del Santo viene portata a spalla dai mbuttari, in processione. Ma i protagonisti della manifestazione religiosa sono gli spinati, i penitenti. Le donne portano una corona di spine, mentre gli uomini a torso nudo, si avvolgono nelle spalle, una sorta di "mantello" formato da pungenti rami di ginestra selvatica, legati sopra la testa e ricadenti sulle spalle, le braccia, il dorso e il petto. La
statua imponente si trova nella Chiesa dell'Immacolata in
Piazza San Rocco in pieno centro. La
grande festa si svolge il 16 Agosto di ogni anno, con la partecipazione di
una folla imponente di fedeli provenienti anche dai paesi vicini. Particolare
suggestione viene resa dagli "spinati", uomini
e donne recanti il peso della corona o della cappa di spine, che per
penitenza sfilano dinanzi alla statua. Nel
posto dove sorge l'edificio
sacro e gli attigui locali
della Congrega dell'Immacolata e San
Rocco, nel passato vi erano
affiancate, con il prospetto principale
nella piazzetta antistante, la
chiesa di San Rocco, nell'area
occupata dalla sede della Congrega,
l'oratorio dell'Immacolata, dove si radunavano
i Confratelli per gli uffici religiosi e per le
adunanze. La
Congrega ebbe il regio assenso il 18 novembre 1777, però era
efficiente prima. In merito lo studioso Rocco Liberti con riferimento alla
Confraternita dello Stellario di Maria, istituita dai Francescani
Conventuali nella Chiesa di Santa Maria di Ceratulli, commenta:"Molto
probabilmente dessa (la Confraternita dell'Immacolata) potrà
essere collegata ad altra più antica istituzione scomparsa nel corso dei
secoli oppure modificata nel nome". La
suddetta dislocazione degli edifici si modificò a causa del terremoto del
1908. All'indomani
del terremoto la venerata statua di San Rocco fu collegata nella cappella
in legno e lamiere che, sconsacrata, tuttora esiste nella stessa
piazzetta, ridimensionata nella parte anteriore per l'apertura di via
Oberdan; mentre fu ricostruita in muratura e legname nel luogo primitivo
la chiesa dell'Immacolata, dov'era quella di San Rocco. Soltanto
nel 1951 le due statue furono poste sugli altari dell'attuale chiesa,
aperta al culto ad opera di Mons. Giovanni Ammendolia, rettore e padre
spirituale della Congrega, il quale, all'impegno per la formazione
religiosa, unì la sollecitudine e l'interesse per la ricostruzione della
chiesa. La
festa di San Rocco, compatrono della città, si celebra il 16 agosto con
cerimonie e manifestazioni religiose, folkloriche, pirotecniche. Alla
processione intervengono centinaia di "spinati", i devoti che a
dorso nudo, indossano una cappa di spine(spalassi) e, a piedi nudi,
seguono la statua del Santo, portata su una varetta da ventiquattro
giovani, i quali si tramandano il privilegio per eredità. Nella
giornata di San Rocco è consuetudine offrire, per la intercessione del
Santo, avvocato presso Dio, gli ex voto in cera, che numerosissimi sono
depositati ai piedi del Taumaturgo. La
Congrega conserva l'aureola, il reliquario d'oro di San Rocco e gli
oggetti in argento cari al Santo pellegrino: la fiaschetta, la conchiglia,
raccolta a Finestrelle, al ricordo del "cammino" a Santiago di
Compostella, la zucca, il cappello a larghe falde, il bastone, insieme al
fedele cane. Il
culto dei palmesi verso il Santo, protettore nelle pestilenze, risale ai
secoli scorsi: documenti inoppugnabili documentano la devozione. Nel
1586, infatti, Mons. Del Tufo, vescovo di Mileto, scrisse nel verbale
della Santa Visita: "Die xxv mensis ottobris 1586. Continuando la
sua visitazione visitò la chiesa di San Rocco di Palme,nella
quale(sorgeva). L'altare maggiore, il quale non era consacrato, ma
adornato di tre tovaglie e candelieri e arredi altare di seta gialla e
sopra un quadro di tela con l'immagine pinto ad oglio di S. Rocco con la
cornice adorata". Altro
attestato è il Breve di Papa Gregorio XV del 12 maggio
1623. relativo agli altari privilegiati, in cui è detto della presenza di
cinque sacerdoti, officianti la chiesa. In
merito alla chiesa di San Rocco lo studioso ing. A. Tripodi ha reperito
nell'Archivio di Stato di Palmi un documento straordinario per la sua
singolarità, degno di essere conosciuto, in cui è riportato un episodio
di abusivismo edilizio, ma che attesta l'officiatura della chiesa in
quella data. E' trascritto che nella notte tra la domenica e il lunedì 20
giugno 1768 quattro muratori e otto manovali innalzarono i muti alti due
metri del campanile della chiesa "sotto lo sguardo vigile del
procuratore sac. Saverio Barone". L'antica
chiesa, visitata da Mons. Del Tufo, fu distrutta dal terremoto del 1783 e
fu riedificata dall'appaltatore Don Fulvio Messina nel 1788, essendo
direttore dei lavori l'ing. Pietro Galdo. Lunga palmi ottanta, larga palmi
trenta, alta palmi ventiquattro(m. 20,80x m. 9,88x m. 6,24) ospitò,
per alcuni anni, la sede della Chiesa Madre e fra le cerimonie che si
celebrarono con solennità è citata la commemorazione del Sommo Pontefice
San Pio X con la partecipazione delle Associazioni cittadine e
dell'Arciprete della Cattedrale di Mileto, che tenne il discorso. Negli
anni successivi furono apportate diverse modificazioni alle strutture
murarie fino al 1949, quando l'edificio fu demolito per far luogo al
nuovo. In quell'antico fabbricato si conservavano i resti di un altare in
marmo bianco attribuito ai Gaggini ed era venerata la statua in legno
dell'Immacolata, opera del De Lorenzo, distrutta dall'incendio del 30
dicembre 1924. L'interno della moderna chiesa, in quest'ultimi anni, è
stato abbellito con il grande mosaico- mq. 50 di materiale pregiato di
Murano e di Ravenna- di scuola fiorentina(Casa Rampini) che si estende
sulla parete centrale dell'altare maggiore, a coronamento della bella
statua della Vergine Immacolata, dovuto all'impegno di Mons. Rocco Iaria,
per molti anni apprezzato rettore. Completano
l'ornamento dell'interno, le stazioni della Via Crucis in ceramica e il
grande lampadario centrale, opera di artigiani palmesi, residenti a
Firenze. L'altare
di San Rocco, nella cappella di sinistra, eretto nel 1962, è opera d'arte
in bronzo dorato del ben noto scultore Alessandro Monteleone. Le
pitture dei quadri ad olio, raffiguranti episodi della vita di San Rocco,
sono del pittore Maurizio Carnevali. Durante i giorni della festa in onore di San Rocco, per le vie di Palmi girano a suon di tamburo i giganti Mata e Grifone figure in cartapesta che girano per le strade della città rappresentando la storia d'amore di un Saraceno e di una fanciulla del luogo. Seguiti da un cavallino di carta pesta e dal palio.
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